Diventare sommelier: tutto quello che occorre sapere.

Quando ci si trova a bere in compagnia, poter dimostrare di conoscere i vini può regalare punti e ammirazione, a patto di conoscerli davvero e di non essere spocchiosi.
Le caratteristiche principali di un sommelier sono appunto queste: conoscenza e umiltà. La prima la si costruisce attraverso lo studio, che richiede molto impegno e che non finisce con il conseguimento del diploma; la seconda è necessaria per poter essere ciò che al sommelier moderno si chiede di essere: un comunicatore del vino!
Pur occupandosi sempre di gestire la cantina, redigere la carta dei vini, organizzare il servizio e suggerire gli abbinamenti, il sommelier moderno è chiamato anche a raccontare e valorizzare il vino, guidando ed emozionando chi lo degusta.
Ovviamente ci sono grandi esperti di vino che non hanno un diploma da sommelier, ma se si vuole affrontare l’argomento in modo scientifico è utile seguire un percorso didattico “ufficiale”.
Per diventare sommelier in Italia le istituzioni principali sono:

  • AIS – Associazione Italiana Sommelier, nata nel 1965;
  • FISAR – Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori, nata nel 1972;
  • FIS – Fondazione Italiana Sommelier, nata nel 2013 da AIS Roma;

Il corso di qualifica per sommelier è organizzato su tre livelli così definiti:

  • Primo livello: si approfondiscono argomenti come viticoltura, enologia, tecnica della degustazione e del servizio;
  • Secondo livello: si esplora il mondo del vino, alla scoperta della produzione italiana e straniera, con particolare attenzione al legame indissolubile con il territorio;
  • Terzo livello: si affronta la tecnica della degustazione del cibo e, soprattutto, dell’abbinamento cibo-vino.

Si tratta di circa 45-50 lezioni totali, di un paio d’ore ciascuna, normalmente una volta a settimana, con una parte di teoria seguita dall’assaggio guidato di 3 o 4 vini.
In base all’associazione scelta, il costo totale del corso può oscillare tra i 1500 e i 2000 euro. Al termine dell’intero percorso formativo, che dura circa un anno e mezzo, è previsto un esame di abilitazione articolato su prove scritte, pratiche e orali, superando il quale si consegue il titolo di Sommelier.

Il sommelier diplomato può trovare lavoro nella ristorazione di fascia medio-alta, in enoteche e winebar, e ultimamente anche nella grande distribuzione, sempre più attenta a portare vini di qualità sugli scaffali dei supermercati. Sono poi frequenti le collaborazioni con aziende vitivinicole in occasione di eventi di degustazione, fiere e nell’accoglienza turistica.

Claudio Latorre