I vini vulcanici italiani

L’Italia è da sempre rinomata per le caratteristiche uniche del suo territorio.

Dal punto di vista geologico, questa unicità è frutto dell’intensa attività sismica che nei millenni ha dato vita ad una spina dorsale montuosa che collega il meridione fino alle Alpi dolomitiche. Lungo questa straordinaria conformazione montuosa, troviamo una distesa di terreni vulcanici distribuiti lungo tutta la penisola: dal nord, dove le principali zone di origine vulcanica si concentrano nel veronese, per scendere al centro, nella fascia che và da Pitigliano ai colli Albani laziali, da dove poi, passando per le zone del Vesuvio, dell’Irpina e del Vulture, arriviamo al sud in cui l’Etna la fa da padrone insieme alle isole vulcaniche di Pantelleria e dell’arcipelago delle Eolie.

Le zone, in cui nei secoli sono avvenute delle eruzioni vulcaniche, sono caratterizzate da un substrato terrestre unico per l’agricoltura e per la viticoltura in particolare. I terreni di queste zone sono caratterizzati da una grande varietà di minerali quali  potassio, zolfo, magnesio ma anche da tufi, rocce laviche e sabbia. Un terreno così articolato è perciò caratterizzato dalla capacità di assorbire e drenare l’acqua molto facilmente, garantendo una costante presenza di umidità, molto utile alla sviluppo delle piante nei periodi più caldi.

Pertanto, la particolare fertilità del terreno vulcanico rende esclusivi i vini prodotti in queste zone, che saranno tutti caratterizzati da una spiccata acidità, freschezza e dal gusto ricco ed equilibrato, oltre che essere adatti all’invecchiamento. Dai vini che nascono su questi territori non coglieremo troppi sentori di frutta ma piuttosto sentori floreali e speziati che troveranno nella sapidità del gusto, il perfetto equilibrio sensoriale.

Oltre alle aree vulcaniche più note, quali il Vesuvio e l’Etna, sono molte le zone che danno origine a vini con queste caratteristiche. Facendo qualche esempio abbiamo la zona dei Castelli Romani e dei Colli Albani, in cui è prodotto il Frascati o il territorio del Vulture, vulcano spento della Basilicata, da dove nasce l’Aglianico del Vulture, fino ad arrivare nel comune di Soave, dove pochi anni fa è stato avviato un progetto dal nome Volcanic Wines Network, che riunisce molte etichette DOC di origine vulcanica, con l’obiettivo di rafforzare a livello internazionale il movimento enologico italiano delle terre vulcaniche.

Secondo i dati di qualche anno fa, la superficie vulcanica italiana ricoperta da viti è di circa 17.000 ettari per un totale di circa 150 milioni di bottiglie, il che dà l’idea della portata di questo fenomeno enologico che ogni anno raccoglie sempre più appassionati da tutto il mondo.

Lasciatevi quindi conquistare dall’eccellente connubio di intuizione produttiva e terroir, che dal più settentrionale Soave Classico fino alle squisite versioni dell’Etna DOC rappresenta una delle più alte espressioni del panorama enologico italiano.

 

Loris Pesaresi

Etna Rosso DOC – Tenute Mannino di Plachi

Metodo Classico Caterina di Plachi Etna DOC – Tenute Mannino di Plachi